APACHES

 Gli Apache (detti anche Apaches), di origine athabaska come i consanguinei e per lungo tempo alleati Navaho, erano un popolo nomade, dedito...

 Gli Apache (detti anche Apaches), di origine athabaska come i consanguinei e per lungo tempo alleati Navaho, erano un popolo nomade, dedito alla caccia e alla raccolta. L'agricoltura era poco sviluppata, ma con il passare del tempo iniziarono a piantare granturco e meloni; l'usanza apache prevedeva che al momento del matrimonio l'uomo si stabilisse presso i parenti della sposa.


L'abitazione degli Apache era costituita dal Wickiup, ossia una piccola capanna fatta di frasche che aveva una forma sferica o a cupola. La dimensione e l'accuratezza della costruzione variava a seconda della maggiore o minore abbondanza delle materie prime. L'intelaiatura era costituita da un cerchio di pali o piccoli tronchi incurvati, legati al centro. Lo spazio era riempito con foglie di yucca o sterpaglia del deserto. Erano anche utilizzate erba o canne prese nei letti dei fiumi. All'apice un foro per far uscire il fumo. All'esterno erano disposte tele per ridurre gli spifferi, mentre una pelle o un piccolo lembo di coperta serviva come porta. La costruzione del Wickiup spettava esclusivamente alla donna e per costruirlo occorrevano circa quattro ore. Spesso vicina al Wickiup vi era un'ampia struttura di rami chiamata "ramada", conosciuta anche come ghiacciaia della squaw, utilizzata come ripostiglio per il cibo e per il lavoro all'aperto.

Abitualmente gli Apache vestivano abiti di pelle di daino e portavano i capelli lunghi e sciolti, tenuti fermi da una benda allacciata intorno alla testa; gli uomini indossavano anche un gonnellino aperto sui fianchi. I loro alti mocassini, allacciati sotto le ginocchia, erano una parte importante del loro abbigliamento, poiché il terreno era coperto di rovi, boscaglia e cactus ed essi erano prevalentemente corridori d'incredibile resistenza. Le donne avevano un ruolo importante nella vita familiare: raccoglievano cibo, legna e acqua e intrecciavano canestri con eccezionale precisione.

Gli Apache praticavano una religione magico-sciamanica tenendo in grande considerazione il culto degli antenati e degli spiriti. I guerrieri seguivano riti propiziatori e scaramantici sia alla loro prima campagna sia prima di ogni battaglia.[3] Dal punto di vista artistico hanno prodotto statuette di pietra, feticci e bambole rappresentanti i kachina (spiriti degli antenati), raffigurazioni con sabbie colorate (arte nella quale eccellevano i consanguinei Navaho), tessitura di mantelli e di coperte, gioielli di conchiglie o di argento.[4]

Alla fine del sec. XVII i gruppi Apache, già tradizionalmente dediti a scorrerie sui Pueblo (Keresan, Tanoan, Zuñi, Hopi) e degli O'odham (Papago, Pima, Opata, Soba, Sobaipuri, Tarahumara, Yaqui) presero a integrare l'economia tradizionale con sistematiche razzie contro gli insediamenti spagnoli e, più tardi, contro le carovane dei pionieri dirette a ovest. Oggi sono confinati in riserve nel Nuovo Messico, in Arizona e parzialmente in Oklahoma. Pur adattandosi alle mutate condizioni economiche, gli Apache delle riserve hanno mantenuto gran parte dei loro costumi e riti tradizionali.



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