"Il predicatore: quando la comunicazione perde la sua voce"

La comunicazione è un elemento essenziale per la società, poiché ci permette di trasmettere idee, condividere informazioni e cre...


La comunicazione è un elemento essenziale per la società, poiché ci permette di trasmettere idee, condividere informazioni e creare connessioni significative. Tuttavia, in alcuni casi, ci troviamo di fronte a individui che sfruttano questo potente strumento per il proprio vantaggio, manipolando e travisando la verità. Un esempio di ciò è rappresentato da un predicatore quotidiano a Reggio Calabria, un personaggio che ha oltrepassato i limiti della ragionevolezza e della responsabilità, mettendo a repentaglio il senso stesso della comunicazione e del giornalismo.

Il predicatore che fa lezioncine: Immaginate una persona che, giorno dopo giorno, si erge a predicare al pubblico, dispensando lezioncine su svariati argomenti. Non importa se ha competenza o conoscenza approfondita in tali tematiche, lui parla, pontifica e si atteggia a tuttologo. È un comportamento che va oltre la semplice espressione delle proprie opinioni, poiché si tratta di un vero e proprio delirio di onnipotenza, in cui il predicatore presume di avere risposte per tutto, senza averne effettivamente.

Un prezzemolino tuttologo: Questo individuo, che si traveste con i panni di persona perbene, rappresenta la negazione stessa del vero bene della collettività. Nonostante le sue intenzioni di sembrare un benefattore della società, la sua voce risulta stonata e priva di qualsiasi connessione con gli interessi comuni. Il suo comportamento è un classico esempio di interessi personali mascherati da disinteresse e perbenismo. È un triste spettacolo che non dovrebbe essere seguito come esempio.

Il giornalismo offuscato: Il giornalismo autentico dovrebbe rappresentare un faro di verità, fornendo informazioni accurate e imparziali. Tuttavia, quando i predicatori di questo genere trovano spazio nei media, il giornalismo viene mortificato. Invece di svolgere il ruolo di fare nomi e cognomi, di scavare a fondo nelle domande e di portare alla luce le verità nascoste, ci si ritrova con comunicatori senza capo né coda. Questi contribuiscono a offuscare la vera essenza del giornalismo, offrendo un'immagine distorta e superficiale della realtà individuale.

La comunicazione è una risorsa potente che può essere utilizzata per costruire e condividere conoscenza, per creare consapevolezza e per promuovere il bene comune. Tuttavia, quando i predicatori tuttologi assumono il controllo della scena, tutto ciò viene messo a rischio. È nostro dovere come società fermare individui tali, riconoscendo la differenza tra la voce autentica e quelle che cercano solo di sfruttare il potere della comunicazione per i propri interessi personali. Il giornalismo deve essere protetto, e la verità deve essere il faro guida che ci illumina nel mare tempestoso delle informazioni distorte. Dobbiamo esigere un giornalismo responsabile e rigoroso, in cui vengono fatti nomi e cognomi, e in cui la verità viene posta al centro dell'attenzione.

È necessario promuovere una cultura dell'informazione critica, in cui i cittadini siano in grado di discernere tra la retorica vuota dei predicatori e il giornalismo di qualità. Dobbiamo essere vigili e non lasciarci influenzare da coloro che si presentano come esperti senza avere le competenze necessarie.


Le istituzioni, i media e la società civile devono collaborare per contrastare questa tendenza pericolosa. Gli organi di controllo e di regolamentazione dei media devono essere rafforzati, in modo da garantire che i comunicatori responsabili siano premiati e che coloro che diffondono disinformazione siano sanzionati.

Inoltre, è fondamentale promuovere la trasparenza e l'accesso alle fonti di informazione affidabili. Dobbiamo incoraggiare una comunicazione basata sui fatti, sulla ricerca accurata e sul dialogo costruttivo. Solo così possiamo preservare l'importanza della comunicazione e del giornalismo per il bene della collettività.

Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere in questa sfida. Dobbiamo educarci, informarci e diffondere la consapevolezza sul potere e la responsabilità della comunicazione. Non possiamo permettere che la voce autentica venga soffocata da predicatori senza fondamento e senza scrupoli.

Fermiamo il delirio del predicatore, alziamo la nostra voce per difendere la verità e la qualità dell'informazione. Solo allora potremo recuperare la fiducia nella comunicazione e costruire una società più informata, responsabile e consapevole.


Luigi Palamara


@palamaraluigi Un giornalista in giro per le strade di Reggio Calabria. 19 giugno 2023 #reggiocalabria #palamaraluigi ♬ suono originale - Luigi Palamara l'Arciere





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