Magarò propone un "decreto del fare" calabrese

Reggio Calabria,  17/08/2013 - "Credo che ormai sia maturata nella politica calabrese, in ogni schieramento e gruppo politico la consap...

Reggio Calabria,  17/08/2013 - "Credo che ormai sia maturata nella politica calabrese, in ogni schieramento e gruppo politico la consapevolezza che su alcune questioni di fondo non esistono più margini né per lamenti e neppure per contrapposizioni: bisogna smetterla di piangersi addosso ma anche di rimettere sempre in scena il solito 'teatrino della politica' e fare le cose, concretamente, rimboccandoci tutti le maniche nell'interesse dei calabresi. Se il Parlamento ha approvato il cosiddetto decreto 'del fare', che contiene disposizioni urgenti per l'economia nazionale, ora tocca a noi varare un decreto 'del fare' per rilanciare la crescita della Calabria."


E' quanto afferma il consigliere Salvatore Magarò, presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta, secondo il quale "la Regione può e deve fare la propria parte innescando processi positivi in favore delle aziende e dell'occupazione e per improntare su nuove basi i rapporti tra la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese".
"Penso ad una terapia d'urto a costo zero sulla quale si può lavorare da subito, alla ripresa dopo la pausa d'agosto – spiega Magarò –. Si tratta di una serie di misure, sulle quali ho già registrato convergenze significative, capaci di agire su quattro capitoli sostanziali: l'introduzione del valore della qualità nella committenza pubblica nelle progettazioni; misure finalizzate a favorire le ristrutturazioni degli immobili dei centri storici da assegnare alla fasce deboli; la velocizzazione della burocrazia introducendo una tracciabilità trasparente del procedimento amministrativo; l'incentivazione del rispetto dei tempi d'esecuzione delle opere pubbliche".

"Si può agire, in sostanza, su più fronti – continua l'esponente politico – ottenendo risultati notevoli in campo sociale ed economico e in favore delle imprese e del mondo del lavoro,  senza impegnare nuove risorse pubbliche, quindi senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini". "Punta a promuovere la domanda di qualità nella progettazione delle opere pubbliche – prosegue Magarò – l'introduzione dell'obbligatorietà degli affidamenti tramite concorso di idee degli incarichi di progettazione definitiva ed esecutiva delle opere finanziate direttamente dalla Regione. Introduce dinamiche economiche positive  ma anche interessanti ricadute sociali,  la dismissione del patrimonio residenziale pubblico e vincolarne gli introiti all'acquisto e alla ristrutturazione di immobili dei centri storici da assegnare alla fasce deboli, privilegiando le giovani coppie. Mira a velocizzare e a responsabilizzare la burocrazia l'adozione della 'tracciabilità' del procedimento amministrativo con una trasparenza totale, sul modello adottato da Poste italiane, per consentire una verifica passo per passo dell'iter di ogni atto. 

Interviene, invece, sul fronte dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche l'introduzione di premialità in favore delle aziende che consegnano le opere ultimate entro i tempi pattuiti o in anticipo, destinando al finanziamento dei premi i fondi ricavati dai ribassi d'asta".

Il presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta sottolinea, infine, che le misure contenute nel suo "decreto del fare" sono volte "a stimolare la competitività delle aziende e delle professionalità, aprono un campo d'intervento nei centri storici favorendo le piccole e medie imprese edili, semplificano la burocrazia restringendo quegli interstizi nei quali attecchiscono la corruzione e le infiltrazioni mafiose". 



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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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