Quelle carrette del mare di Bova Marina, piene di boat-people da accogliere ed amare, non sono carne da macello da accogliere ed amare

Una barca a vela di 12 metri in ottime condizioni, è approdata ieri 14 agosto 2013, a Bova Marina (RC) con un gruppo di immigrati presumibil...

Una barca a vela di 12 metri in ottime condizioni, è approdata ieri 14 agosto 2013, a Bova Marina (RC) con un gruppo di immigrati presumibilmente nordafricani. La barca è stata individuata da un elicottero della polizia dopo una telefonata al 113 della Questura di Reggio Calabria. Quando polizia, carabinieri, guardia di finanza e guardia costiera sono giunte sul posto, i migranti erano sbarcati. Ne sono stati trovati 42, 26 uomini, 7 donne, una delle quali incinta, e 9 minori.
QUEI CLANDESTINI IN BALIA DELLE ONDE
Domenico Salvatore
Un veliero di venti metri, con a bordo 160 immigrati, siriani e afgani, è giunto stamani, Ferragosto 2013, nel porto di Reggio Calabria. L'imbarcazione è stata individuata ieri sera e trainata nel porto dai mezzi del Reparto aeronavale della guardia di finanza di Vibo Valentia. A bordo del veliero c'erano 36 donne, 29 bambini, numerosi minori e uomini adulti. Le loro condizioni sono buone. L'imbarcazione, partita dalla Turchia, è stata sequestrata ed i due presunti scafisti sono stati fermati. Mamma mia! Ma quanti saranno gli extra-comunitari, immigrati, boat-people, clandestini, Vu' cumprà, "marocchini", rumeni, comunitari, stranieri, migrantes in Italia? Alcune stime parlano di oltre cinque milioni. Ma c'è, chi 'butta' cifre, prossime agli otto milioni. Dice Alfredo Maria Garsia, vescovo di Caltanissetta, presidente della Commissione ecclesiale per le migrazioni:Il primo dovere che abbiamo come cristiani e come cittadini, è quello di prendere coscienza che l'immigrazione è un fatto strutturale, che non riguarda soltanto l'Italia. Intendo dire che chi abita in regioni dove la vita è a rischio a causa della fame, della guerra, delle oppressioni politiche è per forza spinto a cercare una speranza nei Paesi ricchi e rispettosi delle fondamentali libertà delle persone. Questi non devono chiudersi a riccio in difesa del loro benessere". Prima il dramma dei boat-people vietnamiti, poi quelli degli Albanesi, quindi quello del Curdistan, del Sudan, della Nigeria, del Niger, Mauritania, Malì, Chad, Etiopia, Somalia, Eritrea, Ghana, Senegal, Guinea, Gambia, Sierra Leone, Guinea, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Benin, Camerun, Kenia, India, Bolivia, Nuova Guinea, Siria, Afghanistan, Uganda, Repubblica Centro Africana, Pakistan, China, Armenia, Azerbaigian, Ecuador, Chile, Perù, Colombia, Romania, Bulgaria, Moldavia, Marocco, Algeria, Libia, Egitto, Georgia I centri di accoglienza rischiano di scoppiare le tragedie di Lampedusa e Otranto. E non finisce qui.

 Ricordate le colonie greche, fenicie, egiziane, cartaginesi, romane; Alessandro Magno, Impero Macedone, Impero Persiano, Impero Maurya, l'Impero Romano, l'Impero Bizantino, il Sacro Romano Impero, le invasioni barbariche (Goti, Visigoti, Ostrogoti, Manni, Alamanni, Marcomanni, Burgundi, Galli, Pitti, Caledoni, Sassoni, Frisi, Sassoni, Franchi, Alemanni, Quadi, Lugi, Vandali, Iutungi, Gepidi, Carpi, Iazigi, Roxolani ed Alani, Bastarni, Sciti, Borani, Eruli, Unni ecc.), Impero Cinese, Impero Mongolo, Aztechi, Incas, Maya, invasioni dei Romani dei Saraceni, dei Mori, degli Arabi. Poi vennero i Mongoli di Gengis Khan, Califfato degli Omayyadi, Impero Russo, Impero Spagnolo, Impero Ottomano, Impero Francese, Impero Portoghese, Impero Britannico, Impero del Brasile, Impero Giapponese, Impero del Messico, Impero Italiano, Impero Tedesco, Unione Sovietica; sino alle super-potenze militari: americana e russa; ed economiche: China Brasile e India, e via dicendo. Homo homini lupus, sfruttamento dell'uomo sull'uomo, plus valore. Ma non chiamatelo 'potere'. Quella capacità,  facoltà ovvero l'autorità di agire, esercitata per fini personali o collettivi. la capacità di ottenere obbedienza ;la possibilità che un individuo, agendo nell'ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà anche di fronte a un'opposizione Machiavelli quando parlava di leoni e volpi; i primi userebbero la sola forza per ottenere il potere (e alla lunga sono sconfitti), i secondi il consenso (la persuasione). 

Il sociologo tedesco Max Weber, teorizzò tre diversi tipi di legittimità. La prima, è la legittimità tradizionale, che poggia sulla credenza quotidiana nel carattere sacro della tradizione valida da sempre (es. il potere deriva da Dio), come nell'Ancien Régime. La seconda è la legittimità carismatica, che poggia sulla dedizione al carattere sacro o alla forza eroica o al valore esemplare di una persona. Infine c'è la legittimità legale-razionale che poggia sulla credenza nella legalità degli ordinamenti statuiti (per esempio la Costituzione), e sul diritto al comando di coloro che sono chiamati dal popolo a governare; è una legittimità moderna, democratica ed impersonale. Infine c'è la legittimità legale-razionale che poggia sulla credenza nella legalità degli ordinamenti statuiti (per esempio la Costituzione), e sul diritto al comando di coloro che sono chiamati dal popolo a governare; è una legittimità moderna, democratica ed impersonale. Per potere, Weber intende la ricchezza, il prestigio, lo status, la forza numerica e fisica, l'efficienza organizzativa, tutto ciò che offre un vantaggio. Secondo Weber, la nascita del potere politico avviene con il passaggio da gruppi sociali chiusi a comunità politiche e infine con la nascita dello Stato moderno. In tutti i periodi storici, la vita sociale degli individui si è basata principalmente su relazioni di potere, fondate sul rapporto comando-obbedienza. La formazione degli stati moderni e quindi l'affermazione del principio di democrazia, ha fatto credere che le relazioni comando-obbedienza e le violenze coercitive, tipiche degli stati autoritari, starebbero scomparendo. 

In realtà, come fa notare Heinrich Popitz, la violenza può essere delimitata ma non può scomparire, perché anche gli Stati democratici devono far uso della forza coercitiva per mantenere l'ordine sociale e difendere i diritti e le libertà conquistate. Alla luce di questo, fonte Wikipedia, possiamo affermare che l'esercizio del potere ha un ruolo fondamentale nei rapporti tra le persone e tra queste e lo stato. La CEI ha criticato le ultime disposizioni di legge in materia; soprattutto il collegamento troppo stretto e automatico tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e la severa limitazione delle possibilità di ricongiungimenti familiari. I vescovi, sono perplessi anche sul rispetto del diritto d'asilo. Chiedono, che le norme affrontino il tema immigrazione con un approccio solidale e personalistico, per il quale, pur senza ignorare i pericoli, l'altro, anche quando viene da lontano, è in primo luogo un "prossimo", non una minaccia. in fuga dalle persecuzioni del regime iracheno. L'emigrazione è il fenomeno sociale che porta un singolo o un gruppo di persone a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate. È l'opposto dell'immigrazione. 

Quando vengono a mancare le condizioni necessarie al pieno compimento dei desideri dell'uomo, questo è spinto a cercare un luogo diverso da quello di origine "dove aver miglior fortuna". Le motivazioni possono essere le più diverse: economiche, politiche, guerre in atto, persecuzione. La separazione dalla terra d'origine è sempre sentita come una frattura nella vita personale. Sono sempre esistiti due tipi di emigrazione: quella temporanea e quella permanente. L'emigrazione temporanea è quella che caratterizza i fenomeni migratori di manovalanza. Nell'Ottocento molti braccianti agricoli veneti andavano in Argentina nei periodi di pausa nella loro terra. È più difficile descrivere l'emigrazione quando si tratta di una permanenza nello Stato ospitante per vari anni. Queste persone cercano di far fortuna ed accumulare quel capitale necessario per acquistare un terreno o una attività propria nella terra d'origine. Storia dell'emigrazione in Italia. Nella penisola italiana prima del 1860 il termine è usato per lo più per descrivere il fenomeno dei compromessi politici, prima con Napoleone, poi con i vari moti rivoluzionari. Questi erano intellettuali, militari, artigiani. Dopo il 1830 molti di loro affluirono nella Legione Straniera che la Francia aveva istituito in Algeria; si calcola che quasi la metà dei legionari proveniva dalla penisola italiana. 

Dopo l'Unità d'Italia, ed una fase in cui a partire furono gli intellettuali ed industriali favorevoli ai Borbone di Napoli, il termine emigrazione fu legato a quello economico. Il fenomeno ebbe grandissima rilevanza nell'italia meridionale: infatti ad esempio marinai napoletani erano presenti in tutto il mediterraneo, spesso li si trovava anche sul Danubio.Benché tutt'oggi si tenda a dimenticarlo, il primo grande flusso emigratorio di italiani partì dalla zona di Comacchio, dall'Abruzzo, ed un grande ruolo l'ebbe anche l'emigrazione veneta. La lotta al brigantaggio causò la partenza di un gran numero di calabresi. Pescatori di corallo italiani erano inoltre presenti sulle coste algerine, in particolare ad Annaba. Varie comunità storiche italiane erano presenti nel Mediterraneo. All'inizio del '900 vi fu una grande ondata di emigrazione dalle regioni meridionali verso gli Stati Uniti e l'Argentina. Dopo la seconda guerra mondiale l'emigrazione meridionale si spostò verso la Svizzera, il Belgio e la Germania occidentale. Vi fu anche una emigrazione verso le regioni dell' alta Italia, in particolare i siciliani in Piemonte (per lavorare alla Fiat di Torino) e i calabresi in Lombardia. Dice Alfredo Maria Garsia, vescovo di Caltanissetta, presidente della Commissione ecclesiale per le migrazioni:Il primo dovere che abbiamo come cristiani e come cittadini, è quello di prendere coscienza che l'immigrazione è un fatto strutturale, che non riguarda soltanto l'Italia. Intendo dire che chi abita in regioni dove la vita è a rischio a causa della fame, della guerra, delle oppressioni politiche è per forza spinto a cercare una speranza nei Paesi ricchi e rispettosi delle fondamentali libertà delle persone. Questi non devono chiudersi a riccio in difesa del loro benessere". 

Afferma ancora "Famiglia Cristiana"…". La nostra critica è rivolta a una contraddizione evidente. Oggi l'immigrato non può avere il permesso di soggiorno se non ha il lavoro, ma non può avere il contratto di lavoro se è privo del permesso di soggiorno. Inoltre, non è giusto considerare il lavoratore extracomunitario come semplice manodopera, utile finché ci serve e poi liberarcene quando non serve più. Non si trattano così le persone. Il nuovo disegno di legge anche sul tema del ricongiungimento familiare…" Non va che si oppongano nuove difficoltà al giusto desiderio di un immigrato di avere accanto a sé la moglie e i figli. Favorire la riunione delle famiglie è positivo dal punto di vista psicologico, morale e perfino produttivo: l'esperienza ci dice che gli immigrati che vivono con la propria famiglia sono più sereni e rendono di più nel lavoro". L'arcivescovo di Lecce, Cosmo Francesco Ruppi, chiede "Una strategia politica e sociale, nazionale e comunitaria, per fronteggiare un fenomeno destinato a crescere nei prossimi mesi ancora di più. Lo abbiamo ribadito a chiare lettere e non da oggi: l'immigrazione va regolata e controllata, ma non può in alcun modo essere impedita, perché è frutto della guerra, dell'oppressione politica e ancor più della miseria, in cui vivono tanti popoli e tante nazioni". 

Gl'immigrati, non approdano quasi mai sulla Costa Tirrenica. Non è solo questione  geografica, storica od astronomica. La 'ndrangheta c'entra e non c'entra. Sebbene le operazioni della DDA, abbiano dimostrato che l'extra-comunitario, si adatti a tutto per campare. Sfruttato scandalosamente e vergognosamente, per pochi euri al giorno, viene utilizzato come contadino, agricoltore, venditore ambulante, vedetta, pusher o spacciatore di droga; e c'è perfino, chi gli mette in mano una pistola od un fucile. Sbarcano sulla Costa Jonica con scafisti prezzolati e pilotati, la più depressa d'Europa; un habitat naturale assai simile al loro; almeno dal punto di vista fisico, materiale, sociale, morale e politico. Ma è anche un litorale poco controllato dalle forze di polizia. Una zona disastrata, povera e diseredata, abbandonata da dio, dagli uomini e dallo Stato: Monasterace, Stilo, Caulonia, Stignano, Riace, Camini, Caulonia, Roccella, Marina di Gioiosa, Siderno, Locri, Sant'Ilario dello Jonio, Ardore Marina, Bovalino, Bianco, Africo, Ferruzzano, Brancaleone, Palizzi, Bova Marina, Condofuri Marina, San Lorenzo Marina, Melito Porto Salvo, Montebello Jonico-Saline, Motta San Giovanni-Lazzaro e zone viciniori. Una, vale l'altra. Intanto, i boat-people si contano a migliaia. Quelli che ce la fanno. I meno fortunati, muoio durante lo sbarco. I più sfortunati, vengono gettati in mare al largo, se muoiono o si sentono male; e diventano cibo per i pesci; comunque, finiscono nei cimiteri di 'Nettuno'. I giornali, si sono occupati a lungo della loro brutta, sorte; della cattiveria umana; se non belluina. Non è la prima volta e neppure la seconda, che gl'immigrati, sbarchino a Bova Marina od a Reggio Calabria. Domenico Salvatore






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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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