Discarica Melicuccà, i chiarimenti della Città MetropolitanaIl dirigente del settore Ambiente illustra le scelte e gli indirizzi dell'ente di Palazzo Alvaro

"Il contratto è stato rescisso così come prevede il codice dei contratti e come stabilisce lo stesso capitolato, per grave rita...

"Il contratto è stato rescisso così come prevede il codice dei contratti e come stabilisce lo stesso capitolato, per grave ritardo e per le inadempienze da parte dell'impresa aggiudicataria". Con queste parole il dirigente settore Ambiente della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Pietro Foti, ha spiegato i lineamenti della vicenda relativa alla rescissione del contratto operata dall'Ente di Palazzo Alvaro nei confronti dell'azienda incaricata di eseguire i lavori di bonifica della discarica per rifiuti solidi urbani di Melicuccà. Lo stesso dirigente metropolitano ha poi approfondito i termini della questione ricordando che "si tratta di un'opera prevista da un'ordinanza regionale contingibile e urgente e quindi noi avevamo appaltato questi lavori di ripristino del primo lotto di questa discarica con la massima celerità e stabilendo che l'impresa dovesse eseguire i lavori secondo un preciso cronoprogramma. Nello specifico il capitolato prevedeva che l'impresa articolasse il lavoro su almeno due turni e che in caso di rallentamenti o ritardi, si fosse organizzata anche su tre turni, proprio perché ritenevamo la conclusione dell'opera un aspetto prioritario per l'Ente". Che i tempi si siano prolungati è un dato di fatto, ha inoltre evidenziato Foti, e peraltro "l'Ente aveva anche concesso una proroga di ben ventotto giorni all'impresa". 

In merito alle questioni sollevate dal mondo ambientalista, con riferimento alla distanza della discarica dal centro abitato di Sant'Eufemia d'Aspromonte, Foti ha poi chiarito che "si tratta di una discarica già collaudata, tanto è vero che i lavori in atto sono interventi di ripristino. Le norme a cui alcuni fanno riferimento, sono previsioni di una revisione del piano regionale dei rifiuti, perché la norma nazionale parla solo di una distanza di cinquecento metri e molte regioni si sono attenute a questa prescrizione. Noi siamo stati molto più prudenti portandola a due chilometri. Inoltre ciò non piò influire sulle scelte già compiute ma sulle future individuazioni di nuove discariche".

L'Ente metropolitano mantiene alta l'attenzione sugli impatti ambientali di tale opera, ha assicurato il dirigente di Palazzo Alvaro, "con l'obiettivo di valutare in profondità tutti gli aspetti più critici. In questa direzione, abbiamo già concordato con la Regione Calabria di effettuare una valutazione legata alla possibile interferenza di questa discarica con i prelievi dell'acquedotto Vina benché, ripetiamo, tale sito sia in possesso di un parere Via e di un progetto già collaudato. In ogni caso è opportuno ricordare che in passato le acque del Vina sono state campionate e analizzate e tali analisi, fino ad una settimana fa, hanno fornito parametri conformi all'utilizzo umano. Se teniamo conto che in quell'area da quasi vent'anni insiste una discarica abusiva che avrebbe potuto causare l'inquinamento di queste fonti, potremmo ritenerci ottimisti. Ma naturalmente questo non può bastare, - ha concluso il dirigente - è comunque fondamentale svolgere tutti gli approfondimenti del caso con gli strumenti oggi a disposizione e speriamo che da qui a breve possano essere fugati tutti i dubbi perché è interesse primario dell'Ente tutelare una risorsa così preziosa come quella idrica".

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