Benefici del sonno: come il riposo influisce sul nostro corpo

Passiamo un terzo della nostra vita a dormire, eppure molti non curano il proprio orologio circadiano, preferendo dormire poco e male. Un ca...

Passiamo un terzo della nostra vita a dormire, eppure molti non curano il proprio orologio circadiano, preferendo dormire poco e male. Un cattivo sonno però può causare diversi problemi di salute, come l'abbassamento delle difese immunitarie e l’Alzheimer. Ne abbiamo parlato con il professor Luigi Ferini-Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

L'importanza del sonno spesso è ancora sottovalutata, nonostante le persone passino circa un terzo della loro vita a dormire. I disturbi del sonno possono avere un forte impatto sulla quotidianità di che ne soffre, provocando stanchezza cronica, cali dell’attenzione, aumento dell’irritabilità e stati emotivi depressivi e, a lungo andare, problematiche di salute ancora più severe. Per capire quanto sia fondamentale un buon riposo, abbiamo parlato con il professor Luigi Ferini-Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

I benefici: abbassamento dello stress e un aiuto per il dimagrimento

Una buona qualità del sonno fa abbassare il livello di cortisolo nel sangue, un ormone dello stress rilasciato dalle ghiandole surrenali utile per aiutare il corpo ad affrontare situazioni stressanti. Inoltre, è fondamentale per il sistema immunitario. Secondo un’indagine del National Health Service (Nhs), meno di cinque ore di sonno per notte aumentano di 4-5 volte la possibilità di contrarre anche un semplice raffreddore, rispetto ai soggetti con un sonno notturno di circa 7 ore. Ma i benefici sono molteplici.

“Il riposo notturno ci aiuta a consolidare i ricordi e a rinforzare le nostre capacità cognitive” afferma il dottor Ferini-Strambi. Dormire bene serve anche per dimagrire, “perchè se uno dorme in maniera ottimale libera un ormone che si chiama leptina, un ormone implicato nella regolazione dell'appetito che ci dà quel senso di sazietà. Invece non dormendo bene si rilascia nel corpo la grelina, che invece serve a favorire l’appetito e una sensazione di fame insaziabile”

Le conseguenze di un cattivo sonno: ipertensione arteriosa e Alzheimer

A determinare la cattiva qualità del sonno è invece l’impatto negativo che ha sulla vita del paziente e sulla giornata. Chi dorme male di notte se ne accorge da quanto è stanco di giorno; un sonno frammentato, interrotto, non riposante si ripercuote spesso nella vita diurna, durante le attività quotidiane che il paziente svolge con fatica e stanchezza. “Conseguenze di una qualità cattiva del sonno sono l’ipertensione arteriosa, dato l’aumento del cortisolo, ma anche una maggiore suscettibilità alle malattie in generale perché si producono meno sostanze importanti come le citochine, utili per l’infezione delle malattie”.

Dormire poco può portare anche a problemi ben più seri, come l’Alzheimer: “Dormire bene vuol dire far funzionare il sistema linfatico, che si occupa della pulizia del cervello, dell'eliminazione di tutte le proteine 'cattive' per il nostro organismo, come la beta amiloide, implicata nel determinare la malattia di Alzheimer. Quindi dormire bene vuol dire ridurre nel cervello la quantità di questa proteina. Gli insonni, infatti, hanno più probabilità di sviluppare la demenza”

Ferini-Strambi: “La fase del sonno più importante è la fase 3, quella del sonno profondo”

Per dormire bene è importante la quantità del sonno, ma anche la qualità è fondamentale. Il ciclo del sonno può essere suddiviso in due diverse categorie: sonno non-Rem e sonno Rem (Rapid Eye Movement). Esistono quattro fasi: tre fasi non-Rem e una fase Rem. La fase 1 è di transizione tra la veglia e il sonno, in cui ci si può sentire sonnolenti ma ancora coscienti dell'ambiente circostante. In questa fase, le onde cerebrali rallentano e diventano più regolari.

Nella fase 2 vi è una diminuzione dell'attività cerebrale e del ritmo cardiaco. In questa, il sonno diventa più pesante e il corpo si prepara per quello della fase successiva. La terza fase è quella del sonno profondo e ristoratore, in cui il cervello produce onde cerebrali delta lente. Secondo il dottor Ferini-Strambi, questa è la fase più importante di tutto il ciclo: “Una buona qualità del sonno è legata a un'ottimale quantità di sonno profondo che è quello che c’è nelle prime tre ore della notte. Durante questa fase, il corpo rilascia vari ormoni utili per il nostro corpo”. La quarta infine è la fase Rem, in cui il cervello diventa più attivo e possono verificarsi i sogni.

Gufi o allodole, chi è meglio essere

Sonno e veglia sono aspetti fondamentali della nostra vita, regolati da un orologio interno al nostro organismo. Ma spesso questi ritmi naturali vengono forzati, per impegni legati ai ritmi imposti dalla società in cui viviamo. C’è chi tira tardi leggendo, lavorando, guardando un film e poi, al mattino, ha bisogno di tre sveglie per scuotersi; mentre altri, mattinieri, faticano a essere attivi nel tardo pomeriggio e alla sera.

Nel gergo comune, i primi prendono il nome di “gufi”, i secondi di “allodole”. Ma chi è meglio essere? “In generale, non esiste una risposta universale alla domanda se sia meglio essere nottambuli o mattinieri, poiché ogni persona ha un proprio ritmo circadiano individuale - afferma Ferini-Strambi - Per dormire bene è importante cercare di mantenere uno stile di vita regolare e coerente con il proprio ritmo circadiano, cercando di andare a letto e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno, anche durante il fine settimana”

Le fake news sul sonno: “Sbagliato dormire solo 4 ore a notte”

Ci sono molte false credenze e fake news riguardo al sonno che possono portare a fraintendimenti e comportamenti errati. Tra queste, c'è quella sul russare, che molti ritengono sia un sintomo di buona salute. “Non è così - ammonisce il primario - russare può essere il segnale di un disturbo del sonno, ovvero l'apnea ostruttiva, una condizione in cui la respirazione si blocca ripetutamente durante il sonno e che può causare una riduzione dell'ossigeno nel sangue e un aumento della pressione sanguigna, il che può aumentare il rischio di problemi cardiaci e diabete”.

di Giorgio Pirani

Altra notizia falsa è quella che riguarda le poche ore di sonno, con alcuni che sui social affermano di dormire solo 3 o 4 ore a notte per essere più produttivi, come quanti dicono di voler “recuperare” il sonno perso durante la settimana nel weekend: “Entrambe le credenze sono sbagliate. Bisogna impegnarsi a dormire in maniera costante e rispettare gli orari, è fondamentale la regolarità. Gli adulti dovrebbero dormire in media tra le 7 e le 9 ore per notte per mantenere una buona salute”, conclude Ferini-Strambi.



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