Riforma penitenziaria umana. La relazione del Garante dei diritti dei detenuti avvocato Giovanna F. Russo. VIDEO

Reggio Calabria 10 luglio 2023 - si è tenuto un incontro importante presso il Salone dei Lampadari "Italo Falcomatà" d...

Reggio Calabria 10 luglio 2023 - si è tenuto un incontro importante presso il Salone dei Lampadari "Italo Falcomatà" di Palazzo San Giorgio sede del municipio. Una giovane avvocato Giovanna Francesca Russo, vestita con un abito bianco, si è alzata in piedi  per prendere la parola. Nota per la sua passione per la giustizia e la difesa dei diritti umani.

Con voce pacata e sicura, l'avvocato Giovanna F. Russo ha iniziato a parlare del sistema penitenziario e delle sue criticità. Richiamando all'articolo 27 della Costituzione, che sottolinea l'importanza del rispetto per la dignità umana anche per coloro che hanno commesso reati.

Mentre l'auditorio ascoltava attentamente, l'avvocato ha raccontato delle sue visite nelle carceri, dell'odore acre e del dolore che portava con sé ogni volta che lasciava quelle mura. Sentiva il peso dell'esperienza carceraria e voleva condividerlo con tutti per far comprendere l'importanza di un cambiamento nel sistema.

"Conviene a tutti", ha affermato con decisione, "che quando un rapinatore o uno spacciatore escono dal carcere, cambia mestiere. Dobbiamo puntare alla rieducazione e al reinserimento reale, non limitarci a punizioni severe ma inefficaci."

L'avvocato ha parlato con passione di una cultura penitenziaria nuova, di un carcere che non fosse solo un luogo di detenzione, ma un luogo di trasformazione e di crescita. Non voleva maglie larghe o progetti superficiali, ma un sistema che valorizzasse l'umanità di ogni individuo, anche il più efferato dei criminali.

"La responsabilità della vita umana deve tornare al mondo", ha continuato, "e per farlo dobbiamo abbracciare la genitorialità che abbiamo conosciuto quando abbiamo tenuto tra le braccia i nostri figli".

Le parole dell'avvocato risuonarono nella sala, lasciando una traccia di riflessione in ogni ascoltatore. Egli spiegò che la soluzione non era ridurre lo Stato o le sue istituzioni, ma costruire un sistema penitenziario che vigilasse e garantisse i diritti di tutti, contrastando ogni forma di criminalità.

"Non dobbiamo rinunciare al principio di umanizzazione della pena", ha sottolineato l'avvocato Giovanna F. Russo. "Umanità non significa sentimentalismo, ma leggere e comprendere l'essenza umana, armonizzando i diritti senza contraddirli."

La sua voce si riempì di gratitudine mentre ringraziava il Governo per l'attenzione dimostrata a Reggio e alla Calabria, al settore penitenziario e ai diritti umani. Era determinato a collaborare con tutti gli attori coinvolti per ottenere risultati rivoluzionari e gentili.

Infine, ha fatto appello al coraggio di rompere le regole se necessario, se il cuore lo richiedesse. E' convinto che il cambiamento verso il bene sia innato nell'animo umano, e che tutti dobbiamo metterci in gioco per costruire una giustizia autentica.

L'avvocato Giovanna F. Russo ha espresso la sua preoccupazione per la spettacolarizzazione e la ricerca della fama quando si trattava di lavorare con i detenuti. Tuttavia, alzando gli occhi e guardando l'auditorio, notò che c'erano molte persone impegnate nella stessa direzione.

"Vedo che stiamo camminando insieme verso la direzione giusta", ha detto con gratitudine. "Metodo, equilibrio, rigore umano e professionale sono le chiavi per un futuro migliore."

Le sue parole scandite si diffusero nel Salone dei Lampadari "Italo Falcomatà" sede del municipio e, da quel momento, l'avvocato e i presenti si impegnarono a lavorare per un sistema penitenziario più giusto e umano, convinti che solo così avrebbero potuto cambiare le vite di coloro che erano stati privati ​​della loro libertà .

Il velo di emozione finale della relazione va inteso come momento unico di vita davvero vissuta, credendoci, e di profumo di libertà per chi ha perso il senso vero di questo concetto. Libertà è uno stile di vita, essere se stessi, molto apprezzato e condiviso negli ambienti dove le regole e gli spazi ridotti sembrerebbero comprimerla o addirittura schiacciarla.

Il segnale è forte. E adesso tocca a noi tutti fare la nostra parte. L'Umanità non si ferma nemmeno davanti alle alte recinzioni delle carceri o alle sbarre d'acciaio delle celle. La Libertà è ovunque, soprattutto dentro di noi.


Luigi Palamara



PARTE DELLA RELAZIONE


La relazione 2022/2023 si sviluppa all’interno di un percorso di lavoro e ricerca, di osservazione e studio teorico/pratico della funzione della pena, dei diritti dei detenuti, del diritto penitenziario, della riforma Cartabia e delle novità afferenti la giustizia riparativa. Il testo si articola fornendo una prospettiva sintetica della situazione in Italia oggi per soffermarsi sul messaggio del Garante Nazionale nella sua Relazione al Parlamento del 2023, sul ruolo del Garante cittadino fino all’analisi operativa svolta in funzione del ruolo presso gli istituti reggini.

Leggere il sistema penitenziario, i diritti (effettivi e non) dei detenuti, la bellezza del dettato costituzionale e delle norme ad esso connesse, individuare le criticità e le problematiche: oggi non basta più. Dobbiamo fare un passo in avanti e porre l’attenzione verso una funzione della pena che osservi il “mondo carcere” sotto i molteplici aspetti che lo caratterizzano. Il lavoro si inquadra in un orizzonte di ampia trasversalità disciplinare volto ad indagare il tema della privazione della libertà personale sia in chiave teorico/pratica con un punto di osservazione concreto della vita dei detenuti all’interno del carcere e dei loro effettivi diritti che dal punto di vista filosofico - giuridico della vulnerabilità “ristretta”….

Iniziamo: 2 plessi, n. 174 (RC) + 289, 6+2, 1 decesso, 3, no h24; 1/30, il personale medico-sanitario insufficiente; la specialistica da implementare; la nomina per almeno un quinquennio di un referente sanitario per Arghillà; la copertura infermieristica quasi dimezzata; al 31.03.2022 contratti in scadenza per il personale medico infermieristico assunto per l’emergenza sanitaria. Questi i numeri e i dati con i quali ci congedavamo. La città “Panzera” di Reggio Calabria conta al 30.06.2023 n. 628 persone detenute (Tot. 2 plessi) /463 → 165 anime in più, personale di polizia penitenziaria ridotto, cambi continui di direzione e agenti sfiniti.

Detenuti e Personale Reggio: 

Viene altresì segnalata una grande carenza del personale di polizia penitenziaria. Si rinvia al documento in allegato alla relazione integrale, per meglio rappresentare le carenze di personale. Di seguito si riporta una sintesi numerica:

- n. personale previsto da PDC aggiornato al 2017: 190 unità di cui Forza Operativa 159 (alcuni distaccati al plesso di Arghillà) 8 sospesi per procedimento penale.

- Forza operativa ai reparti 131 ( di cui donne 28 agenti + 3 Isp. + 1 Funz. Dir. Agg. Comandanti, 78 uomini agenti/ass. + 7 sovr. +6 Isp. 1 Funzionario)

Popolazione Detenuta

Importante sottolineare il dato afferente la popolazione detenuta per il plesso di “S. Pietro”:

      - - -

Presenza di n. 188 persone detenute al 30.06.2022 Presenza di n. 243 persone detenute al 01.05.2023 (picco)

Presenza di n. 231 persone detenute al 30.06.2023 di cui 41 donne.

La presenza delle persone detenute ha registrato nell’ultimo anno un trend in continua crescita, con un picco di presenze registrato nel mese di aprile/maggio 2023.

Gli eventi critici registrati al 2022 in totale sono stati n. 458, quelli registrati nel primo semestre del 2023: n. 261.

Accennavo la presenza di 41 donne. L’attenzione a questo delicato mondo della detenzione è alta. Nella sezione femminile del carcere di Reggio Calabria, si sono riscontrate alcune problematiche legate alle condizioni di detenzione sulle quali incide in gran parte la struttura troppo datata per le esigenze custodiali odierne. Per quanto riguarda le attività trattamentali, l'offerta risulta limitata.giorno 8 marzo, le più autorevoli istituzioni della città hanno stipulato il I “Protocollo interistituzionale per i diritti delle donne detenute. Progetto per la Sperimentazione di un trattamento mirato partendo dalle Regole di Bangkok” (I in Italia). Una serie di norme adottate dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2010 per il trattamento delle donne detenute e le misure non custodiali per le donne autrici di reato.

Detenuti e personale Arghillá

Il Plesso di Arghillà da un punto di vista strutturale, benché aperto nell’anno 2013 (ricorre il I decennio dall’apertura), presenta alcune carenze strutturali ma è tutto sommato in buono stato. 

Il dato di persone detenute ad Arghillà è allarmante. - Presenza di n. 312 persone detenute al 30.06.2023

- Presenza di n. 369 persone detenute al 01.05.2023

- Picco di 402 al 9.06.2023→oltre la capienza tollerabile

- Presenza di n. 397 persone detenute al 30.06.2023

A fronte di una tollerabile di 377 persone → 20 persone in più “abitano” Arghillà.

Eventi critici registrati nell’anno 2022: tot. 1589, eventi critici registrati nel primo semestre 2023, n.1326: tot. 1589 ( + 25% di popolazione detenuta rispetto al primo semestre del 2022). Presumibilmente, volendo fare una proiezione a fine 2023 si registreranno più di 2600 eventi critici).

Allarmante la carenza numerica di agenti di POLIZIA PENITENZIARIA letta in relazione a numeri di detenuti mai così alti dall’apertura dell’istituto sino ad oggi.

Si riporta una sintesi numerica: 2

- N. PERSONALE PREVISTO DA PCD AGGIORNATO AL 2017: 160 UNITA di personale di cui:

       2 Si rinvia al documento in allegato nel quale vengono rappresentate le carenze di personale.


- Forza Operativa n. 131 su carta -10 (assenti a vario titolo) TOT: 121 agenti ( di cui 18 donne + 2 Funz. Dir. Agg. Comandanti)

- Nello Specifico: 2 COMMISSARI – 45 AMMINISTRATIVI E 74 UNITA’ AI REPARTI DETENTIVI 

Ciò spiega che i numeri di personale non solo non rispettano il PCD del 2017, ma espongono a elevati rischi gli agenti (aggressioni al personale es.)

Sanità penitenziaria: Solo tre riunioni del tavolo tecnico sulla sanità e una rivoluzionaria azione a tutela delle persone detenute.  Dovevamo dimostrare alle persone detenute prova di essere uno Stato che c’è, che garantisce diritti e lo fa concretamente, per tutti, nessuno escluso. Avevamo ben in mente di realizzare un medicina equa, per tutti. I diritti se non sono di tutti diventano privilegi. Fu così che la Sanità nel Plesso di Arghillà dopo il Commissariamento (Febbraio 2023) ha ottenuto notevoli risultati. Oggi attestiamo:

- Nomina del coordinatore sanitario; - N. 1 dirigente medico;

- n. 6 medici di guardia medica con orario parziale che coprono i turni settimanali, n. 12 specialisti, n. 12 infermieri, n. 1 OSS;

- Dal primo marzo (dopo due anni) sono stati coperti tutti i turni medici diurni (8-20) e dal primo maggio è stata rispristinata l’assistenza medica h24;

- Strutturato protocollo di approvvigionamento farmaci per garantire forniture regolari;

- Assegnati nuovi specialisti (ortopedico, otorino, psicologo, neurologo, endocrinologo, dermatologo);

- Incrementate le ore di fisiatria e aumentati gli accessi dell’oculista;

- Il dentista effettua turni aggiuntivi per smaltire il lavoro arretrato. Le visite specialistiche interne vengono effettuate in tempo reale (eccetto visite odontoiatriche) e gli accertamenti ospedalieri hanno tempi di attesa ridottissimi;

- È stato assegnato un operatore socio-sanitario;

- Azzerati i tempi di consegna della documentazione sanitaria ai detenuti e di trasmissione delle relazioni sanitarie all’A.G.;

- Completato il passaggio della fibra aziendale ASP ed avviata la telemedicina;

-Assegnata mail diretta;

- Messo in funzione il gabinetto radiologico e collegato in telemedicina con la radiologia di Polistena;

- Effettuate n. 12 esami radiologici al 29 maggio – n. 50 al 30 giugno 2023;

- Azzerate le prestazioni radiologiche in attesa. Effettuati esami in urgenza;

- Azzerate le visite cardiologiche con ecg per idoneità all’attività sportiva (ferme da circa sette mesi);

- Attivato indirizzo pec (in deroga alla politica aziendale ASP) e centralizzata in area sanitaria la gestione delle visite ospedaliere;

- Autorizzata linea telefonica esterna dedicata all’area sanitaria (in fase di installazione);

- Unico plesso in Calabria ad avere la Psicoterapia strutturata;

Siamo soddisfatti? Abbiamo ulteriori obiettivi comuni. Chiederemo:

- Installazione di un Ortopantomografo per evitare il trasferimento in ospedale per ogni panoramica richiesta e per velocizzare le cure odontoiatriche;

- Bando per assegnazione posti delle zone carenti di continuità assistenziale al fine di superare la criticità del precariato dei medici;

- Implementare il numero di infermieri presenti.

E la Sanità a San Pietro?

La parte adibita ad area sanitaria è vecchia, le stanzette mediche del poliambulatorio sono ormai datate e vetuste. Preme sottolineare che questa autorità di garanzia, in un’ottica di supporto e dialogo istituzionale, riconoscendo il meritevole lavoro Asp già menzionato, consapevole del lavoro e della diligenza amministrativa in essere, promuoveranno di concerto le medesime azioni per la sanità del Plesso. Sono già in atto interlocuzioni per la risoluzione di tutte le problematiche riscontrate.

Lavoro: 

Tracciato il preambolo teorico/argomentativo dell’importanza del diritto al lavoro quale strumento principe per un reale reinserimento, conosciamo i numeri delle persone che lavorano:

Totale lavoranti a Reggio: 44 lavoranti varie mansioni

Totale lavoranti ad Arghillà:73 varie mansioni

Totale art. 21 a Reggio: + 5 uomini e 2 donne → 7 uomini

Totale art. 21 ad Arghillà: 8 uomini (sottorganico per le reali esigenze del plesso e il contributo che forniscono).

Lavorano troppe poche persone detenute, bisogna fare di più.

@palamaraluigi Relazione annuale del Garante Avvocato Giovanna Francesca Russo 2022/2023 Reggio Calabria 10 luglio 2023 #palamaraluigi #reggiocalabria #garante #detenuti #giovannafrancescarusso ♬ suono originale - Luigi Palamara l'Arciere
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