Tu chiamalo se vuoi ... assistenzialismo. Io lo chiamo Amore.

In una piccola cittadina, incastonata tra verdi colline e campi coltivati, vive un uomo di nome Giovanni. Era un uomo benestante...


In una piccola cittadina, incastonata tra verdi colline e campi coltivati, vive un uomo di nome Giovanni. Era un uomo benestante, proprietario di una fiorente azienda agricola, ma nonostante la sua ricchezza, Giovanni si preoccupava poco del benessere degli altri. La sua attenzione era rivolta principalmente a se stesso e alle sue ricchezze.

Nella stessa cittadina, a pochi passi dalla sontuosa villa di Giovanni, vivendo una famiglia molto meno fortunata. Si chiamavano i Rossi e avevano a malapena il necessario per sopravvivere. Il padre, Marco, era un bravo operaio ma il lavoro era instabile, e la madre, Maria, faceva il possibile per badare alla casa e ai tre figli.

Il mondo sembrava diviso in due, e il divario tra chi aveva tutto e di più, come Giovanni, e chi viveva di stenti come i Rossi, era sempre più marcato. La società aveva iniziato a strumentalizzare l'idea di assistenza, dipingendola come una sorta di peccato, una colpa da evitare.

Giovanni era convinto che lo Stato aiutasse troppo chi era povero, definendo quell'aiuto come "assistenzialismo". Pensava a questa parola come se fosse una volpe, furba e astuta, sempre pronta a rubare il suo benessere. In realtà, lui non capiva che l'assistenza dovrebbe essere una stella polare, una guida per una nazione davvero civile.

Nella cittadina, c'era un gruppo di persone che credevano fermamente nel valore dell'aiuto reciproco e della solidarietà. Si riunivano in una modesta associazione chiamata "Mani Tese", e si impegnavano a offrire aiuto ai più bisognosi.

Questi altruisti erano spesso oggetto di critiche e disprezzo da parte di coloro che consideravano l'assistenza come una colpa. I burattini della comunicazione, manipolati dai potenti, spargevano voci per screditare le azioni di Mani Tese e diffamare le persone che cercavano di rendere il mondo un luogo migliore.

Tra coloro che disprezzavano l'aiuto reciproco e si lasciavano trascinare dall'egoismo c'era Laura, una donna frustrata e piena di invidia verso gli altri. Era convinta che aiutare gli altri fosse solo un modo per far emergere la cattiveria umana, e preferiva vivere isolata dalla comunità, senza comprendere che la vera solitudine è quella fatta di egoismo.

Un giorno, però, qualcosa cambiò nella vita di Giovanni. Un improvviso evento tragico gli aprì gli occhi sulla fragilità della vita e sulla superficialità delle sue preoccupazioni. Capì che la vita è fatta per essere condivisa con gli altri e che l'aiuto reciproco è la vera essenza dell'esistenza.

Giovanni decise di seguire il suo cuore e, anziché chiudersi nel suo mondo di ricchezze, decise di aiutare i Rossi, la famiglia che viveva vicino a lui. Iniziò a fornire loro cibo e vestiti e offrì un lavoro stabile a Marco nella sua azienda. Scoprì che aiutare gli altri non solo faceva sentire bene se stesso ma aveva anche il potere di cambiare il mondo intorno a lui.

Laura, invece, continuava a isolarsi e a nutrire rabbia e cattiveria nel suo cuore. Si sentiva sempre più sola, poiché la sua invidia aveva allontanato tutti gli amici e parenti. Il suo viaggio nella vita sembrava portarla verso un abisso di solitudine e disperazione.

Mentre passavano gli anni, il tempo faceva il suo corso, e le persone venivano a mancare una dopo l'altra. Giovanni si accorse che l'aiuto reciproco e la solidarietà erano i veri legami che tenevano unita la comunità. Alla fine, quando i giorni di tutti erano giunti al termine, nessuno sarebbe stato più su questo pianeta. La vita era effimera, ma ciò che restava erano le azioni di amore e compassione compiute verso gli altri.

Così, la piccola cittadina imparò una lezione preziosa. I veri valori erano nell'aiuto reciproco e nell'amore per il prossimo. L'egoismo e l'invidia potevano portare solo a una solitudine dolorosa.

Il messaggio di solidarietà portato avanti da Giovanni e da Mani Tese rimase impresso nei cuori di molti, ispirando una nuova generazione a seguire una strada diversa. Un cammino fatto di gentilezza, generosità e amore verso il prossimo, perché, alla fine, la vera ricchezza non sta nelle cose che possediamo, ma nell'impatto positivo che lasciamo nel mondo.

Luigi Palamara 
Abstract dal libro Il Castello dei Sogni Incantati di Luigi Palamara

Dipinto di Luigi Palamara
Info: 388 838 5889 

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