Consegna del Cero Votivo del Sindaco f.f. Paolo Brunetti - Basilica Cattedrale. 12 settembre 2023 -

 Consegna del Cero Votivo del Sindaco f.f. Paolo Brunetti - Basilica Cattedrale. 12 settembre 2023 - Eccellenza Reverendissima, Reverendo Ca...

 Consegna del Cero Votivo del Sindaco f.f. Paolo Brunetti

- Basilica Cattedrale. 12 settembre 2023 -



Eccellenza Reverendissima, Reverendo Capitolo Metropolitano, Reverendo Clero di questa

Chiesa reggina e bovese, a Voi tutti manifesto l’ossequio filiale della Civica

Amministrazione, della Città.

Saluto con gioia e riconoscenza la presenza qui tra noi dei Reverendissimi Arcivescovi,

Vescovi e delle Autorità civili e militari.

Ritempriamo oggi, nel solco della secolare tradizione, la deferente offerta del Cero votivo

alla Madonna della Consolazione.

Un gesto ogni anno che si aggiorna, ripercorrendo la storia… le speranze di una Comunità.

Una ritualità destinata a rigenerare l’indissolubile legame tra la Città e la sua celeste

Patrona.

In questa Basilica Cattedrale, l’Amministrazione comunale consegna la propria

intramontabile testimonianza di fede e di Comunione.

Per il secondo anno, quale Primo cittadino facente funzioni, cammino spalla a spalla con la

Comunità reggina. Un passo dietro l’altro con la contezza di non essere il Sindaco eletto dai

cittadini e, comunque, consapevole che l’onorabilità del ruolo deve essere interpretata e

vissuta con devozione e dedizione, alimentando il senso di civiltà e di appartenenza della

Comunità.

Maria Santissima della Consolazione, “ECCOMI.

In questi due anni ho lavorato avvertendo il peso delle responsabilità.

Da figlio Ti ringrazio per avermi affrancato dal rischio di un cammino solitario ed

autoreferenziale, consentendomi, invece, di percorrere strade e marciapiedi insieme ai

cittadini, abbracciando problemi e cogliendo opportunità per la Città.


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Camminiamo con Te, o veneranda Madre, trovando conforto ed indulgenza.

Eccellenza, prendendo a prestito le Sue parole: “Da soli prima o poi si imboccano strade

senza uscita, insieme si costruisce nella novità creativa e condivisa”.

Lavorare per il bene comune, l’impegno in politica, sono un modo per vivere

l’insegnamento del Risorto.

Sfuggiamo alle populiste tentazioni di un uso politico del culto religioso che,

tradizionalmente, rappresenta il tessuto connettivo tra l’istituzione ecclesiastica e le

popolazioni.

L’amministrazione comunale è fermamente legata all’albero degli interessi della Comunità

reggina: …non ha la cera alle orecchie né gli occhi bendati!

Sentiamo e vediamo ciò che accade: famiglie che vivono in un diffuso disagio sociale,

lavoratori che rasentano la povertà o che, per sfamare la famiglia, devono sottostare a

condizioni di lavoro precarie o con un insufficiente livello di sicurezza.

Imperativo il pensiero del Presidente della Repubblica Mattarella: “Morire sul lavoro è un

oltraggio ai valori della convivenza”.

Dobbiamo lavorare per riconoscere, appieno, la pari dignità di ogni persona, di ogni

lavoratore, anche accogliendo i migranti di speranza, ricordando il nostro peregrinare alla

ricerca di migliori condizioni di vita.

La Repubblica, in ogni articolazione dello Stato, deve consentire “il pieno sviluppo della

persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,

economica e sociale del paese.”

Nell’Enciclica “Fratelli tutti”, Papa Francesco scrive: “… il lavoro è una dimensione

irrinunciabile della vita sociale, perché non solo è un modo per guadagnarsi il pane, ma

anche un mezzo per la crescita personale, per stabilire relazioni sane, per esprimere sé

stessi….”

Con questa coscienza e confidenti nella Tua guida Materna, lavoriamo quotidianamente

affinché, entro la fine di quest’anno ed a conclusione di pubblici concorsi, oltre 130 persone

siano assunte da questa Amministrazione comunale con un contratto a tempo pieno ed

indeterminato.

Anche per questa via passa la necessità di soddisfare il miglioramento della qualità dei

servizi comunali e di corrispondere alle aspettative della Comunità.


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E’ su questo che dobbiamo puntare noi tutti, mondo delle istituzioni e dell’imprenditoria: far

sì che l’emigrazione dei nostri giovani verso altre città o altri paesi per ragioni di lavoro sia

una scelta, e non un obbligo dettato dalla scarsità di prospettive.

Altri risultati fruttiferi, Maria Santissima della Consolazione, sono maturati in

quest’anno…altri arriveranno.

Molti progetti sono in fase di ultimazione, altri in progettazione ed altri ancora in

programmazione.

Si apriranno nuovi ed importanti scenari di crescita e di sviluppo per l’intera città.

Sarà un autunno molto importante per Reggio.

Si sono spenti i vincoli del piano di rientro del bilancio comunale. Il futuro si è affrancato

dal decennale gravame.

Negli ultimi due lustri questa comunità, amministratori e cittadini, ha dovuto compiere

enormi sacrifici.

Da oggi dobbiamo alzare lo sguardo per un nuovo modo di governare.

Rendere moderni ed ottimali i servizi pubblici fino a ieri compromessi dalle ristrettezze dei

vincoli di bilancio.

Dobbiamo essere abili utilizzatori delle risorse per il bene della comunità, per creare

opportunità di lavoro e sviluppo, sociale ed economico.

Dobbiamo migliorare il benessere, recuperare e riqualificare le aree abbandonate.

Il degrado, spesso, è teatro, purtroppo, non solo di situazioni di povertà e disagio, ma anche

di fatti criminosi ben più gravi.

Perché “il degrado morale è strettamente legato al degrado ambientale”, come già più

volte ha sapientemente osservato Papa Francesco.

Per i nostri giovani dobbiamo costruire luoghi – e non solo fisici - di sicurezza, di speranza,

di crescita sana, di confronto e di sviluppo. Luoghi in cui apprendere la solidarietà verso gli

altri, il rispetto per la propria casa e per il pianeta, ma prima di tutto luoghi in cui non

sentirsi abbandonati, né dalla famiglia, né dalle istituzioni.

La luce di questo Cero squarci le tenebre del malaffare ed illumini comportamenti legalitari

e solidaristici.

Cancella, o Veneranda, ogni forma di soppressione; apri i cuori di coloro che brandiscono

strumenti di illegalità.


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Sorreggi quanti ad essi si oppongono; fortifica l’azione degli uomini e delle donne che ad

essi si contrappongono.

Nei confronti delle forze dell’ordine e degli operatori della giustizia, perenne è la nostra

riconoscenza.

Facciamo nostre le parole del presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale

Matteo Zuppi, pronunciate in occasione della recente festa della Madonna della Montagna

di Polsi “Ci vuole resistenza e amore, quello che ci ricordano i tanti martiri che hanno dato

la vita per liberare chi era prigioniero della logica mafiosa”.

Ripudiamo corruzione, inganni ed abusi. Rigettiamo l’aberrante e ignobile morsa della

‘ndrangheta, ponendoci come freno all’illegalità.

La fede Cristiana, il Vangelo, il Magistero del Papa e dei Vescovi devono sempre di più

essere declinate in scelte ed azioni politiche ed istituzionali per ridurre le disuguaglianze

economiche ed accrescere il livello di inclusione sociale delle persone.

Di tutte le persone.

Madre, nei giorni scorsi, la necessità di assumere una decisione importante mi è stata silente

compagna.

Assunta la decisione, l’amaranto nostra storia e passione calcistica è stata salvaguardata: la

via è tracciata.

O Madre, grazie per avermi consentito di non cedere alla tentazione di rispondere a

“provocazioni” rispetto ad una scelta maturata in autonomia e nell’unico interesse della

Città.

Le polemiche rimangano fuori dal terreno di gioco.

Gli spalti siano occasione per ospitare l’attaccamento alla città….alla maglia.

…..Non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore…Un giocatore lo vedi dal

coraggio

……Dall'altruismo e dalla fantasia.

Con piglio vigileremo per assicurare il rispetto delle obbligazioni dell’accordata decisione.

Oggi auspico la compagnia di tutti coloro che vogliono correre per traguardare i risultati che

già in passato abbiamo saputo conquistare. I campi di calcio hanno riconosciuto a questa

Piazza che gli Amaranto sono tifosi con animo sportivo.

E mi sovvengono, in proposito, gli straordinari valori dello sport.


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Lo sport, il gioco, è il più efficace veicolo dei valori della solidarietà, della lealtà, del

rispetto della persona e delle regole. Principi fondanti di ogni società sana e strumenti

necessari per costruire competenze trasferibili in altri contesti della vita.

Anche quest’anno, permettetemi di rivolgere il mio pensiero ai giovani, alle nuove

generazioni, a mio figlio… a tutti i nostri figli.

Noi genitori dobbiamo saper fare gli educatori, essere riconosciuti come testimoni di

comportamenti rispettosi di noi stessi e del prossimo. Non sempre, però, sino in fondo ci

riusciamo.

Dobbiamo avere un atteggiamento di apertura, ascolto, comprensione e rassicurazione.

Abbiamo il dovere di “vivere in e per la famiglia”.

I tempi del lavoro devono coniugarsi con le esigenze familiari. Anche così si scongiura che

il tempo speso dai nostri giovani con la tecnologia sia troppo prolungato…che un’abitudine

degeneri in dipendenza.

Non troppo chini su una tastiera, su un monitor. Ma ritti su noi stessi per servici delle

opportunità della tecnologia quale fattore di evoluzione personale, sociale ed ambientale e

non già idolatria alla quale asservirsi.

“L’epoca digitale– scrive Papa Francesco – cambia la percezione dello spazio, del tempo e

del corpo. Infonde un senso di espansione di sé che sembra non incontrare più limiti e

l’omologazione si afferma come criterio prevalente di aggregazione: riconoscere e

apprezzare la differenza diventa sempre più difficile”.

O Madonna, a Te affidiamo la necessità degli uomini di valorizzare l’uguaglianza di genere

ed essere testimoni e non carnefici delle donne.

La città deve ritrovarsi nei sentimenti di identità, condivisione e comunità. Solo coltivando e

facendo nascere un sano amor proprio e l'orgoglio di appartenenza alla nostra comunità

riusciremo a risollevarci da ogni difficoltà. Si può cadere cento volte, ma l’importante è

rialzarsi. I reggini hanno la forza e la determinazione per rispondere alle pressioni di chi

vuole il nostro territorio affossato e depresso. Siamo un popolo orgoglioso, con una dignità

indistruttibile. Dobbiamo essere ottimisti e fiduciosi: il futuro della città dipende anzitutto

da noi.

Siamo consapevoli delle tante criticità che persistono, ma dobbiamo difendere la città di

fronte ad ogni tipo di sopruso.

Le amministrazioni passano….. Reggio rimarrà nei secoli.

E’ bene che i cittadini lancino il cuore oltre l’ostacolo e denuncino storture o difficoltà che

impediscono il vivere civile. L’impegno rivolto alla comunità deve essere massimo e ciò


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vuol dire avere rispetto per il territorio e per le persone. Bisogna esporsi, denunciare,

difendere Reggio perché è qui che dovranno crescere i nostri figli. So quanto possa essere

difficile, ma tutti insieme possiamo e dobbiamo costruire una città libera dall’arroganza,

dalla mafia e da ogni limite che frena lo sviluppo.

Riconosco il fattivo ed amorevole impegno della Chiesa verso i meno abbienti.

Maria, confesso la profonda ammirazione per gli uomini e le donne che, per istituto o per

volontaria scelta, sono dediti al pubblico soccorso ed all’assistenza.

O Patrona, permetti ai noi tutti di oltrepassare steccati ideologici per congiungerci, con

l’identità del proprio ruolo, nella sentita ed unica esigenza di lavorare, all’unisono, per il

bene comune di Reggio e dei reggini.

Con gaudio viviamo il processo di beatificazione di don Italo Calabrò, fulgido esempio di

virtù religiose ed umane. Amico dei poveri, concittadino tra la gente ed amato dalla gente.

Figlio di questa terra di cui siamo orgogliosi.

Eccellenza, benediciamo il Suo paterno messaggio di civismo profuso durante l’intervento

alla “Consegna”. Le siamo accanto per la sparuta e stravagante polemica.

“Non ti curàr di lór, ma guarda e passa”.

Patrona, nel volgere delle prossime settimane il mio Ufficio, non ricercato ma accolto con

spirito di servizio, giungerà alla fine.

Un altro anno il Primo cittadino eletto sarà al Tuo cospetto. Ed io, tra queste sacre mura,

ascolterò. Forse parole mai dette che, chissà, avrei voluto pronunciare fasciato col Tricolore

e con il cuore tenero e palpitante.


Infine, immerso nella Fede e tra i simboli religiosi di questo sacro luogo, sollecito e rinforzo

la mia voce commossa per chiosare: Oggi e sempre, viva Maria!






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