Pannella, da 35 anni in Italia flagranza di illegalita'   - GAMBARIE D'ASPROMONTE (REGGIO CALABRIA), 16 agosto 2013 - ''Sono...

Pannella, da 35 anni in Italia flagranza di illegalita'   - GAMBARIE D'ASPROMONTE (REGGIO CALABRIA), 16 agosto 2013 - ''Sono qui per continuare ad occuparmi di diritto, di illegalita'. Non solo di diritti umani, ma dello Stato di diritto e ritengo che ci sia piu' Stato di diritto qui sull'Aspromonte che nel resto del Paese che da 35 anni a questa parte vive in flagranza dei peggiori reati sulla Costituzione italiana e sul diritto internazionale''. Lo ha detto Marco Pannella nel corso di una conferenza stampa a Gambarie d'Aspromonte insieme alla collega di partito Rita Bernardini per illustrare i 12 quesiti referendari proposti dai radicali. ''La nostra lotta - ha aggiunto - serve semplicemente per aiutare questo potere con non violenza, ma con durezza, perche' si interrompa questa flagranza di illegalita' nella quale il popolo italiano si e' abituato a vivere con dei rischi che erano gli stessi di quando i tedeschi si erano abituato al nazismo, i comunisti al comunismo reale. Oggi il nostro problema e' che siamo in 'democrazia reale', cioe' nell'antidemocrazia. 

Sono cresciuto con gli Ignazio Silone ed anche con Benedetto Croce e quindi su questo credo che difficilmente cambiero' vita per quel che so. Sono una persona d'altri tempi, spero tempi futuri''. Pannella, insieme alla Bernardini, visitera' domani il nuovo carcere di Reggio Calabria. Sara' accompagnato dal sen. Nico D'Ascola, del Pdl. D'Ascola ha sostenuto la necessita' in Italia di ridurre l'area del diritto penale. ''C'e' un eccesso di criminalizzazione - ha detto - di fronte all'elefantiaca influenza del penale, da mantenere, invece, solo per i reati di maggiore rilevanza, mentre per tutto il resto basterebbe comminare sanzioni di tipo amministrativo''. ''Anche quest'anno - ha detto Rita Bernardini - abbiamo continuato con il 'ferragosto in carcere. Non piu' come sindacato ispettivo perche' non ci sono piu' rappresentanti radicali in Parlamento. Pero' abbiamo ottenuto dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria il permesso per raccogliere le firme per i referendum in carcere. Si tratta di referendum che gli italiani, credo, aspettino da una vita, come quelli della giustizia. Basti pensare alla vicenda di Enzo Tortora''. 

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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