Kabul è nelle mani dei talebani che ieri sera hanno annunciato la rinascita dell'Emirato Islamico.

La bandiera talebana sventola sul palazzo presidenziale abbandonato da Ashraf Ghani: la capitale è caduta dopo una giornata di Ferra...


La bandiera talebana sventola sul palazzo presidenziale abbandonato da Ashraf Ghani: la capitale è caduta dopo una giornata di Ferragosto convulsa e drammatica, segnando il ritorno dell'Afghanistan nelle mani dei jihadisti. 

I portavoce talebani continuano a promettere moderazione, ma Kabul è nel caos con le strade completamente bloccate per la popolazione in fuga. Il punto più delicato è l'aeroporto internazionale dove migliaia di persone hanno preso d'assalto le piste nel tentativo di unirsi ai diplomatici e civili occidentali in fuga con i voli organizzati dalle loro ambasciate.

Migliaia in fuga. Panico all'aeroporto di Kabul: almeno 5 morti
Sono almeno 5 le vittime del caos all'aeroporto della capitale mentre centinaia di persone tentavano di entrare con la forza a bordo di un aereo in partenza da Kabul. Un testimone ha detto a Reuters di aver visto i corpi di cinque persone trasportate da un veicolo. Un altro ha detto che non è chiaro se le vittime siano state uccise da colpi di arma da fuoco o da una fuga precipitosa. Le truppe statunitensi, che sono a capo dell'aeroporto, ieri hanno sparato in aria per disperdere la folla. Migliaia di persone si sono messe in strada, a piedi o in auto, alla ricerca di una via di fuga. Centinaia di afghani hanno raggiunto la Porta dell'Amicizia nella città di Chaman, al confine tra Afghanistan e Pakistan.

Afghanistan, panico all’aeroporto di Kabul tra i diplomatici e civili stranieri in fuga

Gli Usa: "Ambasciata evacuata"
L'ambasciata Usa è ufficialmente chiusa e la bandiera ammainata. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato. "Possiamo confermare che l'evacuazione sicura di tutto il personale dell'ambasciata è stata completata", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price.

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Italiani attesi a Fiumicino nel pomeriggio
L'Italia ha evacuato l'ambasciata ed è partito il piano di evacuazione di diplomatici e cittadini, ed è iniziato nella notte un ponte aereo per l'evacuazione di tutti i collaboratori afghani dei ministeri di Difesa ed Esteri. Per l'Italia l'annuncio è arrivato dopo le 23 dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: "In questo momento il volo dell'aeronautica militare con a bordo i nostri connazionali è partito da Kabul". Di Maio ha aggiunto che altri voli continueranno a decollare dalla capitale nei prossimi giorni, che un presidio diplomatico resterà in aeroporto: "La situazione è tragica, non abbandoneremo gli afghani", ha concluso.

L'appello di 60 Paesi: "Aiutate e favorite evacuazione del Paese"
Tutti i cittadini afghani e internazionali attualmente in Afghanistan che lo desiderano devono essere aiutati a lasciare il Paese in sicurezza e gli aeroporti devono rimanere aperti. È l'appello sottoscritto da oltre 60 Paesi tra i quali, Usa, Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea, Qatar, Gran Bretagna. In un comunicato congiunto i governi richiamano alla responsabilità "tutti coloro che sono in posizione di potere e autorità affinchè vengano protette le vite umane e le proprietà e per il ripristino immediate della sicurezza e dell'ordine civile".  Nel comunicato si aggiunge che "gli afghani hanno il diritto di vivere in sicurezza e dignità e la comunità interazionale deve essere pronta ad assisterli".

Il messaggio del presidente Ghani dopo la fuga
Il presidente afgano ha spiegato su Facebook di aver abbandonato il Paese per evitare ai cittadini di Kabul un bagno di sangue. "Oggi, mi sono imbattuto in una scelta difficile: dover affrontare i talebani armati che volevano entrare nel palazzo o lasciare il caro Paese alla cui protezione ho dedicato la mia vita a proteggere negli ultimi vent'anni", ha scritto Ghani che si sarebbe rifugiato in Uzbekistan. Ghani ha quindi auspicato che i talebani superino la "nuova prova storica" proteggendo "il nome e l'onore dell'Afghanistan". È "necessario che i talebani garantiscano tutte le persone, le nazioni, i diversi settori, le sorelle e le donne dell'Afghanistan per conquistare la legittimità e il cuore del popolo - conclude Ghani promettendo di  - continuare a servire sempre la nazione".

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I talebani rassicurano: "Nessun pericolo per gli stranieri e governo inclusivo"
"Assicuriamo a tutte le ambasciate, missioni diplomatiche, istituzioni e cittadini stranieri a Kabul, che non vi è alcun pericolo per loro". Lo scrive in un tweet il portavoce dei Talebani secondo cui "le forze dell'Emirato Islamico hanno il compito di mantenere la sicurezza a Kabul e in altre città del Paese".

Un nuovo governo talebano includerà  anche afghani non talebani. Lo ha detto il portavoce dei talebani Sohail Shaheen in un'intervista alla Cnn. Secondo il portavoce degli studenti coranici sarebbe "prematuro" in questo momento dire chi saranno i nuovi membri dell'esecutivo, ma, ha aggiunto, ci saranno "figure note". "Quando diciamo un governo islamico inclusivo afghano significa che anche altri afghani partecipano al governo", ha affermato. Alla domanda se i talebani chiederanno all'attuale esercito e polizia afghani di unirsi alle forze di sicurezza talebane, Shaheen ha detto che a tutti coloro che consegneranno le armi e si uniranno alle forze talebane sarà concessa l'amnistia e che le loro vite e le loro proprietà saranno al sicuro. Ha aggiunto che i loro nomi sono in un registro e che sarebbero stati usati come forza di "riserva" e richiamati secondo necessità.

Riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu
Oggi il Consiglio di Sicurezza Onu si riunirà d'urgenza. La Nato ha sottolineato che la soluzione politica in Afghanistan è "più urgente che mai". Ma gli Usa, travolti dalle polemiche e accusati di aver scatenato l'escalation talebana, hanno continuato a difendere la loro politica di ritiro delle truppe. Lo ha fatto il segretario di Stato Antony Blinken che ha respinto ogni paragone con Saigon ed ha assicurato che gli obiettivi della guerra in Afghanistan sono stati raggiunti. Ma il timore è un salto indietro di 20 anni.

Papa Francesco si è unito "all'unanime preoccupazione per la situazione in Afghanistan. Vi chiedo di pregare con me il Dio della pace affinché cessi il frastuono delle armi e le soluzioni possano essere trovate al tavolo del dialogo".

Proteste a Washington: " Salvate gli afghani"
Centinaia di persone hanno manifestato di fronte alla Casa Bianca per chiedere al governo Usa di proteggere la popolazione afghana dall'avanzata talebana. I dimostranti sventolano bandiere dell'Afghanistan e inneggiano slogan: "Salvate le nostre donne e i nostri bambini". "Non lasciateci soli, salvate la nostra gente".

La Repubblica

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