Emergenza rifiuti, Ripepi: “Mortara di Pellaro è un inferno, a serio rischio la salute dei cittadini”.

È di nuovo emergenza rifiuti a Reggio Calabria. La città continua a marcire sommersa dalla spazzatura, dall’incuria e dalla scia...



È di nuovo emergenza rifiuti a Reggio Calabria. La città continua a marcire sommersa dalla spazzatura, dall’incuria e dalla sciatteria dell’amministrazione più incapace della storia. 

Tuttavia, chi è libero da ideologie e schieramenti politici sa bene che la responsabilità non è solo del Comune, tant’è che la situazione peggiora di giorno in giorno lasciando spazio solo ad una crescita inarrestabile del degrado urbano e di discariche abusive a cielo aperto in ogni parte della Città. 

Provare a governare e risolvere i problemi ordinari neanche a dirlo, figurarsi gli straordinari. I nostri Amministratori li troverete al fresco di luoghi refrigerati a fare tavoli di lavoro inconcludenti o conferenze stampa utili come parate e vetrine autoreferenziali.

Mentre i titolari della stanza dei bottoni cantano, fischiano e parlano in latino maccheronico, ancora una volta ci troviamo di fronte ad uno scenario infernale: la discarica abusiva a cielo aperto di Mortara di Pellaro, ad un centimetro dall’Aeroporto dello Stretto e adiacente al centro agro alimentare, che rappresenta un autentico disastro ambientale e che richiede azioni immediate per preservare la salute dei cittadini oggi seriamente a rischio.

Distese di rifiuti carbonizzati hanno trasformato uno dei paesaggi più belli della città in un’area desolante, triste ed offensiva per la dignità della Città più grande ed importante della Calabria.

Punto d’incontro tra l’Aeroporto dello Stretto ed i centri commerciali e residenziali adiacenti, questa dovrebbe essere una delle aree più pregiate di Reggio e invece è ridotta a uno stato di degrado e devastazione ambientale con emissioni tossiche che mettono costantemente a rischio la salute delle persone che vivono nelle zone limitrofe. È ora di porre fine a questa sinergia di incapacità, incompetenze e timori caratteristici del modo di agire dei nostri amministratori irresponsabili.

La presenza del mercato agroalimentare è un ulteriore ferita aperta della nostra città: si pensi al decreto Reggio bloccato da anni ed al continuo abusivismo di chi, lavorando per vivere, vorrebbe solo sicurezza e stabilità.

Vedere l’inferno ambientale all’interno della nostra Città, nel silenzio tombale delle associazioni ambientaliste, è ancora più triste e preoccupante. 

Spero nella resurrezione di esperti ex amministratori ed ambientalisti come Nuccio Barillà capaci di dare una seria mano all’armata brancaleone Falcomatà-Brunetti. Qualcosa però, purtroppo, dovrà succedere per vedere un vero cambio di direzione rivolto alla rinascita di un territorio martoriato e vilipeso.

Il sindaco f.f. Brunetti si faccia coraggio ed intervenga subito predisponendo un presidio di polizia municipale volto ad aumentare i controlli nelle zone interessate e costantemente vigile al fine di prevenire e reprimere qualsiasi forma di abusivismo, comportamenti illegali e atti di degrado.

È giunto il momento di tornare all'etica e alla morale, di agire in nome della giustizia e del bene comune, anziché perseguire esclusivamente interessi personali e di poltrona.

Si predisponga subito un piano di emergenza rifiuti che è ormai diventata una vera emergenza sanitaria tale da coinvolgere la maggioranza della popolazione reggina.

Le segnalazioni di discariche abusive a cielo aperto provengono da ogni parte della Città ed il contemporaneo periodo più caldo dell’anno, con temperature record, ingenera un rischio incendi altissimo con reale e costante pericolo per i cittadini.

È il momento delle azioni reali lontane dalla demagogia e dal conflitto politico. Brunetti se ci sei batti un colpo, fatti coraggio e fai quello devi. Subito.

Massimo Ripepi

Ultimi 5 Articoli$type=blogging$m=0$cate=0$sn=0$rm=0$c=5$va=0

/gi-clock-o/ +LETTI DELLA SETTIMANA$type=list

/gi-fire/ ARTICOLI +LETTI DI SEMPRE$type=one

Marco Camilli di Aostaoggi continua a non pagare i giornalisti. Un INADEMPIENTE.