Reggio Calabria: Riflessioni sulla quotidianità offesa e mortificata.

Nella realtà di Reggio Calabria, il quotidiano si dipana attraverso sguardi spregevoli di chi presume essere al di sopra degli a...


Nella realtà di Reggio Calabria, il quotidiano si dipana attraverso sguardi spregevoli di chi presume essere al di sopra degli altri. Un clima in cui ognuno si sforza di emergere come denigratore seriale, un'atmosfera pervasa da sparate quotidiane che suscitano solo disgusto. 

Tuttavia, nel silenzio che avvolge la città, si nasconde la saggezza dell'ascolto.

Lo stare in silenzio e riflettere emerge come un antidoto contro i fenomeni dilaganti, in gran parte costituiti da individui parassiti che sottraggono valore a una città che non lo merita. Reggio Calabria, teatro di offese ostinate e continue, si trova a fronteggiare la presenza pervasiva di persone dal cuore malvagio.

In questo contesto, l'invito a starsene zitti e contemplare non solo rappresenta un atto di resistenza, ma anche un modo per preservare la dignità di una comunità stanca di essere vilipesa.

 Attraverso la riflessione, si apre la strada per comprendere che la forza non risiede nella sprezzante arroganza, ma nell'empatia e nella volontà di costruire una realtà più positiva e solidale.

Luigi Palamara 


@luigi.palamara

Reggio Calabria: Riflessioni sulla quotidianità offesa e mortificata. Nella realtà di Reggio Calabria, il quotidiano si dipana attraverso sguardi spregevoli di chi presume essere al di sopra degli altri. Un clima in cui ognuno si sforza di emergere come denigratore seriale, un'atmosfera pervasa da sparate quotidiane che suscitano solo disgusto. Tuttavia, nel silenzio che avvolge la città, si nasconde la saggezza dell'ascolto. Lo stare in silenzio e riflettere emerge come un antidoto contro i fenomeni dilaganti, in gran parte costituiti da individui parassiti che sottraggono valore a una città che non lo merita. Reggio Calabria, teatro di offese ostinate e continue, si trova a fronteggiare la presenza pervasiva di persone dal cuore malvagio. In questo contesto, l'invito a starsene zitti e contemplare non solo rappresenta un atto di resistenza, ma anche un modo per preservare la dignità di una comunità stanca di essere vilipesa. Attraverso la riflessione, si apre la strada per comprendere che la forza non risiede nella sprezzante arroganza, ma nell'empatia e nella volontà di costruire una realtà più positiva e solidale. Luigi Palamara

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