Nessun contatto con la ndrangheta, assolto don Nuccio Cannizzaro

Reggio Calabria 23 maggio 2024. Per l'ex parroco del quartiere Condera ed oggi alla guida della chiesa di San Giorgio al Cor...


Reggio Calabria 23 maggio 2024. Per l'ex parroco del quartiere Condera ed oggi alla guida della chiesa di San Giorgio al Corso, nel cuore di Nessun contatto con la ‘ndrangheta, nessuna complicità o favoritismo ai capiclan per don Nuccio Cannizzaro, l’ex parroco del quartiere Condera ed oggi alla guida della chiesa di San Giorgio al Corso, nel cuore di Reggio Calabria. Assolto in primo grado, assolto in appello: dieci anni dopo la sentenza del Tribunale collegiale (14 luglio 2014) è stato rigettato l’appello della Procura generale di Reggio Calabria contro l’assoluzione nel processo di primo grado “Raccordo-Sistema”.

Don Nuccio Cannizzaro, difeso dagli avvocati Armando Veneto e Giacomo Iaria, con la collaborazione delle avvocatesse Agatina Fortugno ed Antonella Modaffari, era finito a processo per aver reso false dichiarazioni in sede di indagini difensive al fine di agevolare una cosca di ’ndrangheta.

I Giudici d’appello (presidente Olga Tarzia, giudici consiglieri Pietro Scuteri e Laura Palermo) hanno accolto, soprattutto per le ipotesi di reato più gravi – associazione mafiose e l’aggravante mafiosa per aver agito agevolando la ndrangheta – i ricorsi avanzati da Fortunata Loredana Barchetta, Antonino Gennaro Marcianò, Santo Crucitti, Michele Crudo, Francesco Gullì, Nicola Pellicanò, Carmine Polimeni e Domenico Polimeni.
Revocate anche le pene accessorie e disposta la restituzione dei beni in sequestro.

 Calabria sono state revocate anche le pene accessorie e disposta la restituzione dei beni in sequestro

23 Maggio 2024

Nessun contatto con la ‘ndrangheta, nessuna complicità o favoritismo ai capiclan per don Nuccio Cannizzaro, l’ex parroco del quartiere Condera ed oggi alla guida della chiesa di San Giorgio al Corso, nel cuore di Reggio Calabria. Assolto in primo grado, assolto in appello: dieci anni dopo la sentenza del Tribunale collegiale (14 luglio 2014) è stato rigettato l’appello della Procura generale di Reggio Calabria contro l’assoluzione nel processo di primo grado “Raccordo-Sistema”.

Don Nuccio Cannizzaro, difeso dagli avvocati Armando Veneto e Giacomo Iaria, con la collaborazione delle avvocatesse Agatina Fortugno ed Antonella Modaffari, era finito a processo per aver reso false dichiarazioni in sede di indagini difensive al fine di agevolare una cosca di ’ndrangheta.

I Giudici d’appello (presidente Olga Tarzia, giudici consiglieri Pietro Scuteri e Laura Palermo) hanno accolto, soprattutto per le ipotesi di reato più gravi – associazione mafiose e l’aggravante mafiosa per aver agito agevolando la ndrangheta – i ricorsi avanzati da Fortunata Loredana Barchetta, Antonino Gennaro Marcianò, Santo Crucitti, Michele Crudo, Francesco Gullì, Nicola Pellicanò, Carmine Polimeni e Domenico Polimeni.
Revocate anche le pene accessorie e disposta la restituzione dei beni in sequestro.

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