Crisi di governo, Conte al Quirinale per dimettersi dopo il Cdm. M5s: “Terzo mandato unica soluzione”

Francesco Spagnolo - 25 Gennaio 2021 Le dimissioni di Giuseppe Conte ormai sono realtà. Il premier Conte è atteso al Quirinale per i...

Francesco Spagnolo
- 25 Gennaio 2021

Le dimissioni di Giuseppe Conte ormai sono realtà. Il premier Conte è atteso al Quirinale per il passo indietro.
ROMA – Le dimissioni del premier Conte sono ormai realtà. Il presidente del Consiglio è atteso intorno alle 9.30 di martedì 26 gennaio al Quirinale per comunicare al Capo dello Stato la sua intenzione di fare un passo indietro.

“E’ convocato – si legge nella nota di Palazzo Chigi – per martedì 26 gennaio alle ore 19 il Consiglio dei Ministri nel quale il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, comunicherà ai ministri la volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. A seguire il Presidente Conte si recherà dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella“.

M5s, Pd e Leu: “Al fianco del premier Conte”
La decisione del premier Conte è stata commentata dai singoli partiti. Come riportato dal Corriere della Sera, Leu ha ribadito il “convinto sostegno a Giuseppe Conte“.

Una posizione condivisa anche da Nicola Zingaretti con un post sui social: “Con Conte per un nuovo governo chiaramente europeista e sostenuto da una base parlamentare ampia, che garantisca credibilità e stabilità per affrontare le grandi sfide che l’Italia ha davanti“.

Da parte del M5s è stata ribadita la posizione del partito: “Noi restiamo al fianco di Conte, continueremo a coltivare esclusivamente l’interesse dei cittadini, puntiamo a uscire dal più breve tempo possibile da questa situazione di incertezza che non aiuta […]“.

Gli scenari
Gli scenari continuano ad essere tutti sul tavolo. Il premier Conte sembra essere intenzionato a chiedere un terzo incarico per formare una nuova maggioranza. Una soluzione che sembra essere condivisa da Leu, M5s e Pd. Da capire, però, i numeri di questo possibile esecutivo in Parlamento.

Non si esclude neanche l’ipotesi di un governo di unità nazionale con un presidente del Consiglio tecnico. Resta anche la possibilità di un ritorno alle urne, ma sembra essere uno scenario più remoto rispetto agli altri due.
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