Dalla scomparsa alla ricostruzione 3D dell’implosione del Titan: la storia del sottomarino

Il sottomarino scomparso Titan, stando alle ultime notizie, sarebbe imploso durante la discesa al Titanic, togliendo la vita a tutti e 5 i p...

Il sottomarino scomparso Titan, stando alle ultime notizie, sarebbe imploso durante la discesa al Titanic, togliendo la vita a tutti e 5 i passeggeri. Abbiamo ricostruito in 3D la dinamica di questo tragico evento.

Tutti abbiamo sentito la storia del Titan, il sommergibile statunitense che, nel tentativo di portare 5 passeggeri a visitare il relitto del Titanic a 3800 metri di profondità, è scomparso per 4 giorni, facendo perdere le sue tracce. Giovedì 22 giugno sono stati trovati dei detriti in prossimità dei resti del transatlantico: purtroppo il sottomarino turistico sembra essere imploso e stando alle ultime dichiarazioni della Guardia Costiera USA, tutte le persone a bordo hanno perso la vita.

Ripercorriamo le principali tappe di questa triste vicenda, ricostruendo in 3D cosa è successo al Titan e perché potrebbe essere imploso.

La scomparsa del Titan

Il batiscafo è partito domenica 18 maggio da St. johns, in Canada, e ha iniziato l’immersione alle 4 del mattino. Dopo un'ora e 45 (cioè quando il mezzo era quasi arrivato in prossimità del relitto) all’improvviso la nave MV Polar Prince perde tutti i contatti con il batiscafo che, da allora, è ufficialmente scomparso. Le riserve di ossigeno sarebbero state sufficienti solo per 96 ore, cioè 4 giorni, e a bordo erano presenti 5 passeggeri:

il miliardario ed ex-aviatore Hamish Harding;

l’imprenditore pakistano Shahzada Dawood e suo figlio;

il massimo ‘esperto del Titanic Paul-Henry Nargeolet;

Il pilota e CEO della OceanGate Stockton Rush.

La ricerca del sommergibile

Per localizzare il mezzo disperso sono scesi in campo aerei militari, navi, sottomarini e perfino boe sonar per captare qualunque suono proveniente dalla profondità. Nella giornata di mercoledì 21 sono stati avvertiti dei rumori simili a colpi ma, dopo attente analisi, si è compreso che nulla avevano a che fare con il sottomarino scomparso. Nella ricerca sono state coinvolti anche mezzi sottomarini, oltre che a navi private e/o commerciali.

L'ipotesi dell'implosione del Titan

Giovedì 24 giugno, dopo che l'ossigeno a bordo del mezzo è ufficialmente terminato, sono stati ritrovati dei frammenti di sottomarino a circa 500 metri di distanza dal Titanic. Stando alle prime ricostruzioni, sarebbero proprio pezzi del Titan arrivati qui dopo l'implosione del batiscafo. Le grandi pressioni degli abissi, infatti, lo avrebbero letteralmente "schiacciato", dal momento che a 3500 metri di profondità – cioè dove si ritiene che sia avvenuto l'incidente – si parla di una pressione pari a 3500 tonnellate per metro quadrato.

Caratteristiche del sottomarino Titan

Il batiscafo misura misura 6,70 metri x 2,80 x 2,5 ed è realizzato in fibra di carbonio e titanio. A bordo lo spazio è molto ridotto e infatti può ospitare al massimo cinque persone: un pilota, tre ospiti e un "esperto" che si occupa di raccontare la storia del Titanic. Il sommergibile è in costante comunicazione con una nave che resta in superficie, la MV Polar Prince, la quale gli fornisce mano a mano le informazioni per navigare, mentre il batiscafo viene mosso dal pilota grazie a vecchi joystick modificati.

Oltre che a portare turisti negli abissi, però, il Titan si occupa anche di monitorare lo stato di corrosione del Titanic e di raccogliere materiale video per documentari, film e videogiochi grazie a telecamere in 4K montate all'esterno.

I dubbi sulla sicurezza del sommergibile turistico

I dubbi sulla sicurezza di questi sommergibili non sono cosa nuova e se ne parla già da 5 anni. Il New York Times infatti ha messo le mani su una lettera firmata il 27 marzo del 2018 che è stata inviata a Stockton Rush da parte della Marine Technology Society, che è un’associazione che si occupa di promuovere la tecnologia oceanica. In questa lettera si evidenzia una forte preoccupazione per i possibili incidenti che potrebbero accadere al Titan. Inoltre OceanGate dichiarava di avere dei mezzi super sicuri ma questa “sicurezza” non era certificata da nessun ente esterno.  Proprio per questo David Lochridge, che era l’ex direttore delle operazioni marittime nell’azienda, è stato licenziato nel 2018 per aver “sollevato gravi problemi di sicurezza riguardanti il progetto Titan”.

Geopop - Stefano Gandelli



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