Asportato tumore di 30kg, operazione record al Sant’Orsola

Il paziente dopo numerosi “viaggi della speranza” e dopo essere stato rifiutato più volte da altri centri, ha incontrato il professor Matteo...

Il paziente dopo numerosi “viaggi della speranza” e dopo essere stato rifiutato più volte da altri centri, ha incontrato il professor Matteo Cescon, direttore dell’Unità Operativa Chirurgia Epatobiliare e Trapianti dell’IRCCS Policlinico bolognese, che ha accettato la sfida

Èun giorno felice oggi al Policlinico Sant’Orsola, protagonista (ancora una volta) di un’operazione al limite dell’impossibile. L’equipe medica di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti, in accordo con altri dipartimenti, ha operato un sarcoma – un tumore raro e spesso asintomatico – di oltre 30 chilogrammi e di ben 65 centimetri di diametro, il più grande in Europa mai descritto dalla letteratura. Il paziente è un uomo di 52 anni di origine sarda. L’uomo, dopo numerosi “viaggi della speranza” e dopo essere stato rifiutato più volte da altri centri specializzati, ha incontrato il professor Matteo Cescon, direttore dell’Unità Operativa Chirurgia Epatobiliare e Trapianti dell’IRCCS Policlinico Sant’Orsola, che ha accettato la sfida.

L’operazione da record

"L’eccezionalità dell’intervento - ha commentato il professor Cescon - è dovuta principalmente alle dimensioni della massa asportata. Nonostante lo studio preoperatorio, era difficile avere un piano ideale per sapere cosa succederà durante l’intervento. In questo tipo di situazioni gli organi coinvolti potevano essere molti ma l’origine di questo tumore era nel tessuto vicino al rene, anche se una parte dell’intestino era coinvolta. Per questo è stato necessario coinvolgere altri professionisti. Ad esempio, per quanto riguarda i reni, organo in cui il paziente soffriva di un’anomalia. Conciliare un’asportazione completa con la minor menomazione possibile era l’urgenza principale, ed era quindi necessario pianificare al meglio possibile, di modo che se anche avessimo dovuto asportare uno dei due reni, almeno l’altro non avrebbe dovuto subire conseguenze. E così è andata". Tra gli altri professionisti c'è anche Massimo Del Gaudio, titolare di un incarico di alta specializzazione per il trattamento dei sarcomi: "Abbiamo eseguito l’intervento in multidisciplinarità, visto che si trattava di una massa talmente grande che schiacciava i principali organi addominali. L’intervento è stato molto complesso e alla fine abbiamo dovuto asportare il rene destro, salvaguardando però il sinistro. Non era facile, ma era una richiesta esplicita del paziente che non voleva finire in dialisi. Siamo anche riusciti a evitare di deviare l’intestino, un’azione non banale, visto che una parte del colon è stata asportata".

Prima dell’intervento c’è stato un lungo confronto con il paziente, già in cura in Sardegna per un tumore al timo (una ghiandola alla base del collo). Proprio le visite per questo primo tumore, anch’esso raro, hanno reso possibile individuare la seconda massa tumorale che di fatto era asintomatica e che, dopo la scoperta, è cresciuta a dismisura in pochi mesi. L’intervento chirurgico è durato oltre sette ore, anche se il paziente è rimasto in sala operatoria per quasi dieci ore. Un intervento reso possibile grazie alla multidisciplinarità, fiore all’occhiello del Policlinico. Oltre ai chirurghi epatobiliari sono infatti stati coinvolti specialisti in ambito oncologico, urologico e anatomopatologico. 

La principale preoccupazione dei medici era quella di non creare ulteriori danni, anche se le reali dimensioni della massa sono state scoperte solamente dopo l’incisione addominale. L’intervento si è concluso in modo positivo e l’uomo ad oggi è tornato in Sardegna, libero di svolgere attività che la massa gli rendeva impossibili. Soddisfatto Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute, presente alla conferenza stampa: "Siamo stati l’unico centro in Europa ad eseguire l’intervento, merito della multidisciplinarità dei nostri professionisti. Questo dà l’idea di quanto questo Policlinico, e in generale il sistema sanitario dell’Emilia-Romagna, siano attrattivi per tutti i cittadini del nostro Paese. Qui i pazienti possono trovare una soluzione a problemi che in molte parti d’Europa non sono nemmeno affrontati".

BolognaToday 



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