La crisi della democrazia e la necessità di un cambiamento

Nell'attuale contesto, mentre le temperature estive si raffreddano e l'autunno si fa strada nel calendario, ci troviamo ...


Nell'attuale contesto, mentre le temperature estive si raffreddano e l'autunno si fa strada nel calendario, ci troviamo ad affrontare sfide ben più gravi e persistenti. Le nostre società stanno vivendo un periodo di profondo cambiamento, un cambiamento che riguarda non solo le stagioni, ma anche la struttura stessa del nostro sistema politico ed economico.

Le acque delle elezioni sono già state navigate, con alcuni che sono tornati al lavoro, mentre altri hanno scelto di rimanere fuori da questo gioco politico che sembra ormai lontano dalla realtà delle persone comuni.

Un tema che emerge in modo sempre più evidente è la crescente mancanza di opportunità di lavoro nel mondo. Ci stiamo avvicinando a un futuro in cui il lavoro per le

 persone sarà sempre più raro. Questo è un problema che richiede una riflessione approfondita.Il mondo, nel frattempo, sta cambiando a un ritmo incredibile, spesso più velocemente di quanto possiamo comprendere o gestire.

 Gli stati che consideriamo "evoluti" sembrano essere privi di una visione a lungo termine.

L'Italia, ad esempio, sembra concentrarsi solo sulle elezioni imminenti e xontinue. Comuni, Regioni, Europee, Politiche. Un continuo, senza una visione più ampia per il bene comune. La politica è diventata un gioco per mantenere posizioni di potere e privilegio, mentre la vera politica per il bene della collettività sembra essere stata dimenticata da tempo.

La partecipazione elettorale è in calo, con molte persone che si sentono rassegnate e sottomesse. È necessario cambiare il paradigma del voto continuo e ridare significato alla democrazia.

Oggi, la democrazia sembra sinonimo di controllo e sottomissione, e chi osa sfidare il sistema rischia di essere emarginato. Un sistema corrotto e incentrato sugli interessi personali sembra prevalere su tutto il resto.

È come se fossimo tornati indietro nel tempo, a un periodo peggiore del Medioevo, in cui il valore della vita delle persone è stato ridotto a nulla, mentre il potere e la ricchezza sono diventati gli obiettivi principali di chi sfrutta la buona fede della classe lavoratrice.

Il mondo sta crollando sotto il peso dei nostri errori, ma sembriamo incapaci di cambiarlo. Siamo diventati estranei al pianeta che un tempo consideravamo un paradiso, trasformandolo in un inferno.

L'urlo di cambiamento è estremo, ma è anche necessario. Dobbiamo ascoltarlo e agire prima che sia troppo tardi. La democrazia deve tornare a essere sinonimo di libertà e partecipazione attiva, non di controllo e sottomissione. Solo allora potremo sperare in un futuro migliore per tutti e insieme salvarci.

Non è il pianeta Terra a rischio, ma la nostra esistenza, la vita di tutti gli esseri umani. Non siamo più  in armonia con la natura. Siamo aol9 dei corpi estranei dannosi e pericolosi.  Fino a quando durera?

Luigi Palamara 

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